I Ciclopi

Sulla nascita di Castelmola, le menti degli abitanti hanno partorito l’idea di una natività avvenuta per mezzo di genitori assai illustri.

Si vuole infatti che le mura del paese siano state opera della mano di Cam, figlio di Noè, che cacciò il fratello Japet dalla Sicilia. Questi luoghi allora rimasero possciclopeedimento dei discendenti di Cam e del suo popolo.

Dal vicino Etna i Ciclopi amavano passare per queste colline e non dovevano di certo impiegare molto tempo per compiere il tragitto, una bella passeggiata tra mare e colline, delle quali spesso staccavano le cime, per fare delle colline e dei monti sedili da dove ammirare le bellezze naturali e riposare il corpo dalle fatiche del loro lavoro. Ma i ciclopi aggiungevano anche un’altra occupazione: le cime spezzate venivano scagliate a gara tra loro sul mare Ionio sottostante per collocare qua e là scogli e promontori e rendere più affascinanti baie, spiagge e golfi sui quali s’ infrangono le onde spumeggianti, che contornano l’azzurro di un mare sempre bello.

Così il promontorio “S.Andrea“, tra Mazzarò e l’Isola Bella, si afferma che sia stato formato dalla cima del Monte Ziretto, che lo sovrasta proprio dall’alto e che un ciclope spezzò e mandò giù per gioco.