Le sirene di Sirina

Ai piedi del colle di Mola serpeggia un ruscello che spinge le sue acque fino al mare di Giardini. Questo ruscello viene chiamato Sifone o Sirina perché per bellezza, per gli echi, che le acque producevano, gli abitanti di Castelmola credevano che lì avessero dimora delle sirene. Ed è per questo che un’antica leggenda, tramandata da secoli, racconta:

“Laggiù nella vallata, tra le rocce di Mola ed i colli di “Mastrissa” e di “Curria“, mormora il Sirina, la più grande sorgente del territorio.

E’ una notte lunare. Le acque scintillano argentee, le ombre hanno un tremolio di mistero. Si leva un canto dolce, soave, nostalgico.

Ecco: giù dalle grotte di smeraldo uno strano convegno e da esso l’armonia melodiosa di tante voci sale e si spande su per le contrade e l’abitato di Mola.

E, come nella città di Wesser, attratti dal suono del flauto magico, i bimbi si riversano sulle vie per seguire il misterioso straniero, che dovrà condurli oltre il monte, in altra vita, ma sempre lontani dai loro cari, così le belle fanciulle ed i giovinetti molesi scendono giù in quel paradiso di sogno.

Nessuno ricorda più il loro ritorno: tramutati anche loro in sirene sono rimasti in quell’ incantesimo sconosciuto e là vivono o son morti da secoli.

ogni notte, però, si rinnova la melodia dellebelle sirene col mormorio delle acque e con i gorgheggi degli innumerevoli usignoli venuti dalle terre d’oltre mare nella prima metà di aprile”.

N.B. L’ospedale della zona prende il nome da questo fiume, che delimita i territori diGiardini e Taormina.